Fuori allenamento

Era un po’ che non provavo l’ebbrezza di mandare dei CV. E tra l’altro mi chiedo perché la cosa mi abbia emozionata.

Mandare CV per me è sempre stato piuttosto inutile. Ci ho provato ma niente, a mai nessuno è interessato di me. Questo dovrebbe far riflettere.
Certo è che non mi cadrà un’offerta di lavoro dal cielo, dovrò impegnarmi, perseverare, essere paziente. Ma c’è speranza, lo so, mi rifiuto di demordere, è ancora presto.

Qualcuno mi vorrà per quella che sono, imparerò e sarò in grado di gestire tutto. 

E forse un giorno, molto lontano da adesso, avrò delle ferie per Natale.

Sognare si può.

Un bicchiere di vino a fine giornata

Le giornate sono lunghe, lavori, incontri gente.


Gente di tutti i generi, che cerchi di calmare e placare con tutta la tua democrazia, ma no. Non ce la puoi fare.

Ci sono ore ed ore che passi al contatto con gente che non sa, che ignora. Sapete cosa significa? Che devi lottare per far capire agli alti quello che significa fare quello che fai.

Per dire, ammattischi.

Quindi, a fine serata, un bicchiere di vino ci sta. Alleggerisce la mente, rilassa, rende leggeri. Dopo otto ore di lavoro la leggerezza che provi dopo un buon bicchiere, è terapeutica.
Bere per dimenticare.

Giorno #5

Ridendo e scherzando ho passato la mia prima  settimana da schiava.

E niente, è stato divertente.
Credo di non avere più i piedi e soffrire (ma da morire) della sindrome dell’arto mancante. Sinceramente al giorno #1 mi ero anche sorpresa della mia resistenza notevole allo stare in piedi 8 ore di seguito.

Poi no, poi ho capito. Non ero resistente ma solo stupida come le foche.
Sto entrando a far parte del magico mondo della cosmesi e di tutto ciò che comporta.

Per esempio, ho scoperto il gommage.
Non so se sentirmi offesa o vantarmi del fatto di non aver mai mai mai mai usato un gommage.

Per me era roba da mangiare, e ancora adesso mi aspetto che odori di BigBubble.

Invece è uno scrub. E devo ringraziare che al primo anno di università ho capito cosa fosse uno scrub. 

Anche se, per chi non sa, il gommage è un po’ diverso perché più delicato. E dona alla pelle un effetto più lucido, senza screpolate in maniera eccessiva.

Di fondo, non è carta vetrata perché le particelle dentro la crema sono gommini morbidi.
Per me dovrebbe odorare di BigBubble.
A quel punto è tutto in discesa. Capisci cosa sono e a cosa servono le creme varie, i sieri, le acque e pensi, ma veramente c’è bisogno di buttarsi tutta sta roba in faccia?

Sono una donna anomala, sono praticamente un maschio.

Infatti non mi trucco nemmeno.

Che disgraziata.

Piove, governo ladro

Lunedì inizia la mia maggica avventura nel mondo del lavoro, ad una miseria o poco più.

Gli stage, questi mostri sacri che promettono sfruttamento e, soprattutto, precarietà.

La precarietà è, in fondo, la codizione economica che va per la maggiore tra i giovani italiani. Si è precari, si è poveri, non si può manco programmare una gita al lago Trasimeno di mezza giornata senza far conti con soldi, orari di lavoro, soldi.
Ma il governo ha lanciato il fertility day, quindi va tutto bene.

Il patto è, noi giovani, precari, senza posto fisso e senza prospettive per il lavoro, dobbiamo fare figli, e farne anche tanti, perché averne solo uno è peccato, poi la gente ti guarda male. Se si sa in giro che hai avuto un figlio e non provi a farne subito un secondo ti picchiano.

Dicevo, noi facciamo figli, e lo stato ci regala una bella coccarda, rosa o celeste, e ci fa tanti complimenti.

No, non ci dà prospettive lavorative.

No, non ci dà manco un lavoro.

Nel 2016 se vuoi essere donna devi essere madre, e anche giovane. Non si accettano madri vecchie, o anche peggio non si accettano donne (no, donne non va bene. Femmine. No nemmeno femmine. Quelle cose che c’hanno il doppio cromosoma X, quelle lì con le tette e le ovaie in affitto) che non vogliono avere figli.

Lo devi volere, per forza, sennò sei praticamente aliena.
È una campagna sbagliata a dei livelli stratosferici. Ma roba che riesce a offendere tutti, donne, uomini (quando parlano della fertilità maschile precaria sono così dolci!), giovani, meno giovani che vogliono avere figli, chi in generale vuole avere figli ma non ci riesce, coppie che hanno deciso per l’adozione, coppie omosessuali, tutti quanti.

Chi è il genio del male che ha permesso questo? Perché la Lorenzin (nota, tra le altre, per aver affermato che l’influenza è data da un batterio, e me lo aspetterei da mia madre che ha la terza media, non dal ministro della sanità) non può aver fatto tutto da sola. Di fondo io mi rifiuto di credere che abbia ideato gli slogan (di un fascismo aberrante), disegnato tutte queste belle immagini di propaganda, ingaggiato modelle, fotografi e fatto tutto da sola.

Nel progetto sono coinvolte per forza delle persone, porca miseria.

Quello che mi chiedo è, ma nessuno ha pensato di avvertirla che era una delle operazioni più masochiste dell’ultimo secolo?

Davvero, già il governo viene insultato dalla gente così, a gratis, anche quando non c’è una giustificazione. Va bene, molte infamate se le merita. Però, quello che mi chiedo, non si fanno un esamino di coscienza? Non pensano a come potrebbero essere più benvoluti da tutti?

Ma soprattutto, non c’è nemmeno uno straccio di economista, un grafico, un esperto di marketing, o chiunque sia il tizio da chiamare per la realizzazione di queste campagne, che abbia anche solo pensato un attimo a “ma magari farlo così è una stronzata”?

Nessuno?

Ma avete la sensibilità di un calamaro già fritto nell’olio bollente, o siete dei cecchini, pensate solo a intascare soldi a fine mese e chiusa lì la faccenda?

Sono curiosa.

Ma non voglio solo sparare accuse.

Cioè vorrei ma sto per entrare nel mondo del lavoro, soprattutto nel mondo della farmacia e voglio pensare la cosa da un punto di vista che mi consenta di trarne guadagno.

Perché non sponsorizzare il fertilityday con qualche informazione seria? Tipo, tra le altre, la sponsorizzazione di un’alimentazione sana e corretta, l’esortazione a smettere di fumare.

Sfatare dei piccoli miti, come che le donne in gravidanza non devono toccare mobili appena lucidati, o che gli uomini che tendono i computer portatili sopra le gambe potrebbero diventare sterili.

Aiutiamo a conoscere come cambia il corpo di una donna in gravidanza, magari anche l’evoluzione del feto. Perché si sviluppa prima un organo o un altro, quando.

Diamo una mano alle donne in gravidanza con i farmaci da assumere e le loro patologie.

Facciamo prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili per avere una vita sessuale più sana e poter concepire un figlio in tutta tranquillità.

Facciamo un po’ di propaganda su iniziative del governo interessanti, come il fatto che se rimani incinta il governo fa in modo di proteggere il tuo posto di lavoro.

Perché no, mettiamoci anche qualche fatto storico. Come si moriva di parto nel medioevo perché non ci si lavava le mani.

Parliamo di donne che hanno avuto figli, come si sono sapute gestire.

Parliamo anche di uomini, di come nel 2016 possano aiutare in casa senza prendere la peste bubbonica lavando una pentola.

Parliamo anche di uteri in affitto. Sempre madre si diventa, no? Sempre una famiglia si crea, per chi ne ha bisogno, per chi la cerca davvero, per chi la vuole.

Ma forse la religione rimarrà sempre quella gabbia che, in Italia, imprigiona le menti, fa smettere di pensare, istiga all’odio, alla costrizione, alla denigrazione della donna per quello che è realmente: un essere umano. Con le tette, con le ovaie, con un utero e magari quel tanto di cervello che serve a capire SE vuole un figlio, QUANDO vuole averlo, CON CHI e PERCHÉ averlo.

L’utero è il mio e lo gestisco io, non sarà mai uno slogan troppo vecchio da essere considerato obsoleto. Dobbiamo ancora ricordarglielo, agli altri.

Caro diario, sono farmacista. E disoccupata.


Beh, comunque l’esame di abilitazione l’ho passato. Il che è già tantissima roba.

Mi sono iscritta all’ordine e prima o poi comprenderò appieno quanto sia stata una cavolata, ma ormai che ci volete fare.

E ho trovato lavoro su LinkedIn.

Sì sembra l’inizio di un libro fantasy. Ho trovato un lavoro su LinkedIn e poi un uomo grande e barbuto ha bussato alla mia porta, con una lettera in mano, e mi ha detto “Tu sei un mago Harry.”

Gli ho fatto notare che il mio nome non era Harry ma non ha voluto sentire ragioni.
Dicevo, LinkedIn.

Che non ho manco capito bene bene come funziona, ma vedo con piacere che due o tre gioie le regala.

Questa per esempio.

E quindi da settembre sarò una stagista.

Sfruttata.

Già.
Ma.

Ai fini contributivi, in realtà, risulto ancora disoccupata.

Quindi.

Bah.

Non è lavoro per donne

In questi giorni, c’è un complotto massonico contro di me.

Mi sono svegliata alle 6.30 per gli uccellini che cantavano fuori dalla finestra, sicché potrei leggermente delirare.

Dicevo, complotto massonico.
Credo di essere a quota 7, 7 persone che mi hanno detto la frase “Sì, una donna questo lavoro non lo potrebbe fare”

Intendiamoci, il più delle volte ste cose non erano al TOP delle mie aspirazioni di vita.

Tipo il ristrutturamento di una casa.

E nonostante io pensi che, beh, è una considerazione del cazzo, mi da fastidio ma non riesco a dargli torto.

Il che mi dà ancora più fastidio.

Bello essere giovani e mentalmente disturbati, vero?
Capisco, la forza fisica appartiene al mondo maschile. Loro sono forti, loro sono duri, loro possono spaccare il mondo, noi possiamo cucinare e badare ai bambini. Se vogliamo.

Questa cosa mi da l’ulcera.

Vorrei che non fosse scansata a priori come cosa. Che “una donna lo può fare se se la sente”, “se è abbastanza forte”, se so un cazzo, raga, dai. 

2016.

No 1939, per quanto effettivamente possa sembrare.

Dovremmo avere tutti una mente leggermente più aperta. Anche le donne possono avere una grande forza fisica. Ok, magari sono numericamente inferiori rispetto agli uomini, ma possono. E soprattutto ci possono essere uomini che non possono sopportare tanta forza fisica.

Magari uno ogni tanto lo trovi.

Poi lo so che l’uomo è orgoglioso e piuttosto che dire “non ce la fa” accampa scuse che manco la CIA per nascondere un testimone.

Ma anche questo immagino sia un altro stereotipo.
“Eh, le trasferte per lavoro, tutte le settimane, una donna non le può fare sempre. Magari i primi tempi ma dopo no.”

Questa cosa di avere le ovaie mi distrugge.